IN COMMISSION (FLYWAYS) | SHEIDA SOLEIMANI
Un rapace ad ali spiegate sovrasta un serpente dalla pelle sgargiante, posizionato su un ramo secco, sorretto da un cumulo di sabbia.
In Commission è una fotografia della serie Flyways, realizzata dall’artista iraniana Sheida Soleimani come commissione, appunto per un lavoro dedicato all’industria, ai meccanismi di produzione.
La scelta di Soleimani è poetica e storica al tempo stesso ed è la simbologia persiana a darci una – prima – chiave di lettura. Dove il rapace è salvezza e futuro e il serpente il male. Ma a uno sguardo attento la composizione dell’immagine si rivela in dettagli minuziosi e in un lavoro stratificato e articolato frutto di una complessa ricerca non solo di dati e informazioni ma anche di dettagli e di pattern, che evolvono in una fusione, una continuità tra figura e sfondo.
Il dato biografico di Soleimani è fondate: figlia di esuli iraniani, medici attivisti contro il regime, dopo incarcerazioni e abusi sono stati costretti a rifugiarsi negli Stati Uniti, una storia di migrazione forzata. Soleimani decide di raccontare storie di migrazione (e spesso di violenza e abusi) raccolte dal movimento Donne, Vita e Libertà, affidandole simbolicamente alla forma di uccelli migratori, che condividono con la specie umana la precarietà del viaggio e il pericolo che le infrastrutture create dall’uomo stesso causano.
Soleimani si focalizza sulle architetture- reali e metaforiche- che sono simbolo e affermazione di potere, progettate per ferire se non uccidere in molteplici modi.
Ogni fotografia è un tableau, una storia raccolta, tradotta in immagini con un processo di astrazione e di restituzione: la pelle del serpente ritorna in regolari quadrati, il riconoscibile disegno che porta è accostato al grigio di distruzione e di morte delle macerie, a formare appunto uno sfondo che non è altro la scena nella quale gli attori agiscono. Il rapace e il serpente, il bene e il male, a ricordare certamente sia chi affronta ingiustizie, abusi e violenza ma anche le forme di resistenza e resilienza che si attuano come meccanismi non solo di difesa ma anche di lotta contro le oppressioni sistemiche.
Ogni fotografia è un racconto, un dettaglio personale dell’artista e dei protagonisti delle storie che raccoglie e degli animali, vivi e vitali, che lei stessa soccorre e cura nel Congress of Birds, la clinica per uccelli che ha fondato, nominata in omaggio a un poema persiano (datato 1117 d.C.) che nel contrappunto tra difetti umani e specie animali, si scioglie in un abbandono della lotta per la superiorità a favore della solidarietà.
Sheida Soleimani
In Commission, 2024
Dalla serie Flyways (2024)
Stampa a pigmento d’archivio, 101,6 x 76,2 cm
Courtesy l’artista e Fondazione MAST
02/04/2024