D’APRÈS JESUS ET LES DOCTEURS | ROMÉO MIVEKANNIN
Il colore nero è la dominante del lavoro di Roméo Mivekannin, artista originario del Benin, che ha poi completato il suo percorso di studi in Francia.
Un nero seducente e avvolgente, come il tessuto sul quale sono realizzati i dipinti, che evoca una sensazione piacevole e rilassante a voluto contrasto con i soggetti delle composizioni che supportano.
D’ apres Jesus et les docteurs è la riproduzione di un celebre dipinto ottocentesco (custodito nella collezione del Museo d’Orsay) che Mivekannin riproduce come dittico, o meglio come specchiante, autoritratto. Il volto dell’artista si sostituisce al volto etereo e fanciullesco del dipinto originale, volutamente dissonante nella posa e nelle proporzioni, lo sguardo deciso e penetrante. L’effetto è quello di una sovrapposizione poco curata nella tecnica che conduce, guida o meglio forza l’attenzione dello spettatore su quel volto e su quel dettaglio del dipinto.
La citazione pittorica non è certo una pratica insolita nella pittura contemporanea anche accostata ad un ricorso al materiale di archivio personale o al dato biografico, Mivekannin riesce però, con la meticolosa e quasi ossessiva ripetizione del suo volto, a rendere questa pratica una cifra stilistica coerente e convincente.
Una pratica che non va intesa come autoaffermazione, quanto volta ad esplicitare un personale percorso; Mivekannin impiega simboli e raffigurazioni della storia occidentale parametrandoli alla propria, di storia, nel tentativo di scardinare una iconografia che ha assegnato alle figure femminili come agli schiavi, ruoli marginali.
Una riappropriazione della scena assertiva ma non assoluta, la fluidità del materiale di supporto del dipinto, il velluto, la scelta di presentarlo senza cornice e telaio dotandolo cosi di un movimento intrinseco e non controllato, è parte di quel processo di ridefinizione che l’artista intende avviare o meglio provocare.
Jesus o les docteurs sono la stessa persona ma allo stesso tempo il suo opposto: il ribaltamento, la sovversione dei ruoli e delle dinamiche di potere è un gesto che l’artista compie con consapevolezza e attenzione attraverso la didascalica ma efficace dimensione specchiante esplicitata nei dipinti. Allo specchio è dichiaratamente l’artista, ma noi con lui.
L’opera è attualmente visibile presso Collezione Maramotti all’interno di Black Mirror, la prima prima mostra personale in Italia di Roméo Mivekannin, che per l’occasione ha concepito un corpus organico di nuove opere pittoriche. In mostra circa venti dipinti su velluto nero, perlopiù di grandi dimensioni, che attingono al vasto universo iconografico di Mivekannin, arricchito da spunti raccolti nel corso delle sue visite in Emilia-Romagna e dal legame con lo spazio artistico e culturale italiano.
Roméo Mivekannin
Black Mirror
Collezione Maramotti
Fino al 27 luglio 2025
Collezione Maramotti
Roméo Mivekannin
D’après Jésus et les docteurs, Théodule Ribot (1879)
2024
acrilico su velluto nero, 200 x 140 cm
© Roméo Mivekannin, by SIAE 2025
Courtesy of the artist and Galerie Cecile Fakhoury (Abidjan, Dakar, Paris)
Ph. Gregory Copitet

Roméo Mivekannin, D’après Jésus et les docteurs, Théodule Ribot (1879), 2024
acrilico su velluto nero, 200 x 140 cm
© Roméo Mivekannin, by SIAE 2025
Courtesy of the artist and Galerie Cecile Fakhoury (Abidjan, Dakar, Paris)
Ph. Gregory Copitet
05/04/2025